TI LODO E TI RINGRAZIO O SIGNORE

Ti lodo, o Signore, e ti rendo grazie
per aver creato in me questa tua immagine
affinché ti ricordi, ti pensi e ti ami;
essa però è così logora per i vizi,
così offuscata dal fumo dei peccati
che non può raggiungere
il fine per cui fu fatta
se tu non la rinnovi e la trasformi.
Non tento, Signore,
di penetrare la tua profondità,
perché il mio intelletto
è infinitamente inferiore ad essa,
ma desidero intendere in qualche
modo la tua verità
che il mio cuore crede e ama.
E non cerco di capire per credere,
ma credo per poter capire,
poiché penso di non poter capire
se non in quanto ho prima creduto.

                                                                  ANSELMO D'AOSTA
                                                                                        Proslogion, I; PL 158, 226-227