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Credo, Signore, che sarei capace di compiere una volta,
qualche atto straordinario. Un'azione che impegnerebbe tutto me stesso, se fossi
sconvolto da una sventura, colpito da un'ingiustizia, se uno dei mie cari fosse
in pericolo...
Ma ciò che mi umilia e spesso mi scoraggia, e che non sono capace di
donare la mia vita pezzo a pezzo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo
minuto,
donare, sempre donare... e darmi!
Questo non posso farlo e tuttavia
è certamente ciò che tu mi chiedi...
Ogni giorno mille frammenti di vita da donare,
in mille possibili gesti d'amore,
che più non si vedono tanto sono abituali,
e più non si notano tanto sono banali,
ma di cui tu mi dici di aver bisogno per mettere insieme un'offerta e perché un
giorno io possa dire in verità:
Ai miei fratelli io ho donato tutta la mia vita.
E ciò che desideri, Signore, ma non ne sono capace...
non posso farlo, lo so, ed ho paura.
Figliolo, io non ti chiedo di riuscire sempre, ma di provarci
sempre.
E soprattutto ascoltami, ti chiedo di accettare i tuoi limiti, di riconoscere la
tua povertà e di farmene dono, perché donare la propria vita non vuol dire
donare soltanto le proprie ricchezze, ma anche la propria povertà, i propri
peccati.
Fa' questo, figliolo, e con i pezzi di vita sciupata,
da te sottratti a tutti coloro che aspettano,
colmerò i vuoti, dandoti in cambio la durata,
perché nelle mie mani la tua povertà offerta,
diventerà ricchezza per l'eternità.
di Michel Quoist